Difference between revisions of "Pagina di lavoro del gruppo TRIANGLE"

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Rispetto agli ''obiettivi del progetto'', gli stakeholder mi sembrano essere quelli indicati da Giordano: pubblica amministrazione, imprenditori, addetti ai lavori, consulenti (?), enti di formazione, aspiranti PM (?), Terzo Settore, fondazioni... francesco : probabilmente gli aspiranti pm rientrano a pieno titolo nella categoria in quanto potenziali discenti e collaboratori, in linea di massima condivido l'elenco, penso però che all'interno di queste categorie dovremmo affinare degli obbiettivi più specifici (vedremo quali criteri eventualmente adottare) in quanto una campagna promozionale indirizzata ad un pubblico così vasto ed eterogeneo rischia di essere molto sovradimensionata e dispersiva in relazione ad i mezzi che possediamo. ad ogni prodotto corrisponde una target di mercato ed ora come ora mi sembra che uno dei nostri problemi (relativo alla comunicazione dell'evento) sia trovare il minimo comun denominatore degli stakeholder principali o comunque un corpo di problemi/interessi comuni.
  
 
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<blockquote> francesco: ''relativamente alle divergenze di obbiettivi ed aspettative tra singoli discenti e gruppi condivido pienamente l'analisi, penso però che questo problema possa diventare un punto di forza del project work, mi spiego: dopo esserci chiariti singolarmente ed onestamente in merito a quali sono i nostri obbiettivi ed al maniera che vogliamo adottare per realizzarli dovremmo condividere la cosa con il resto del gruppo, risolvere i conflitti che probabilmente nasceranno, ripetere la cosa con il resto dei corsisti e trovare una linea d'azione efficace. questo passando anche per esplicite analisi dei conflitti. penso che il concetto chiave sia che a una divergenza di obbiettivi e di apsettative non deve matematicamente corrispondere ad una divergenza\conflittualità nella realizzazione degli stessi. Von foester (logico e cibernetico) aveva una massima etica molto interessante: agire sempre per aumentare le possibilità di successo degli altri e poi le tue, è rischiosa ma se si trovano persone disposte a condividerla i risultati rischiano di superare le aspettative. In sintesi si può collaborare condividendo risorse e attitudini per conseguire scopi differenti. non è detto poi che emerga un progetto migliore di altri, potremmo arrivare a formulare 3 ottimi progetti ed essere chiamati a gestire la situazione da questo punto di vista.'' </blockquote>
  
 
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problema:? per enaip potrebbe essere che sostenere il progetto è comunque un rischio in quanto l'ente di formazione espone il proprio nome e non è detto che i corsisti risultino variabili facilmente governabili, sia in termini di iniziative che di abbandoni.

Latest revision as of 06:46, 16 December 2010

Titolo del collegamentoLavagna pubblica del gruppo di lavoro TRIANGLE

15 dicembre contributo matteo a descrizione project work

Ciao ragazzi, vi chiedo subito scusa per l’approssimazione del contributo, ma riflette la confusione che ho in testa.

Rileggendo meglio la richiesta di Paolo di descrivere il progetto entro domattina, mi sembra che sia rivolta a chi vuole proporre un progetto alternativo al congresso PCM, in modo che i docenti possano valutarlo dal punto di vista didattico. Avremmo potuto chiedere delucidazioni, ma farlo lo stesso è un esercizio utile per tutti.

Cercando di applicare lo schema di descrizione proposto, mi sembra che ci sia una ambiguità di fondo: il progetto ha un obiettivo ma anche la classe ha un obiettivo. Anzi, come sottolinea Giordano, ognuno di noi ha un obiettivo. Forse la confusione nasce dal fatto che si tratta di un metaprogetto, o forse dal fatto che ci sono due soglie di successo (1-fare un buon project work 2-realizzare veramente il congresso). Giordano per esempio mi pare che ragioni come se il progetto lo realizzeremo davvero (cfr. obiettivo O3), quindi i contatti saranno reali ecc ecc. Ma se è così, il progetto cambia e quindi cambia anche l’analisi.

Per questi motivi, ho seguito solo in parte lo schema proposto... più che un’analisi, è un brainstorming.

membri del gruppo Romina, Alessandra, Francesco, Matteo, Roberto (Elena? Stefano?)

nome e titolo del progetto

Dal progettare al progetto: l’integrazione fra proposal e management nel PCM

Proposta, progetto, prodotto: la gestione integrata del ciclo di PM

Proposte che diventano progetti: la gestione del ciclo di PM come garanzia di successo

il problema che affrontate

la scarsa integrazione fra proposta e gestione è una situazione diffusa che può creare problemi al progetto: mancata approvazione, dispersione delle risorse, dilatazione di tempi e costi, difformità nelle valutazioni dei risultati, parziale o totale insuccesso.

le cause principali del problema principale ???

l'obiettivo del progetto

presentare i vantaggi del PCM in un congresso rivolto a tutti i portatori di interesse, quindi con contenuti trasversali (es. case history da diversi settori) e in una forma scientificamente solida ma accessibile anche ai non specialisti.

metaobiettivo: verificare quanto appreso e metterlo in pratica creando una rete di contatti e relazioni utili per il dopo-corso.

i risultati principali

- partecipazione di un pubblico eterogeneo come interessi e come settore di provenienza

- ? francesco:in parte recupererei il meta obbiettivo dove il concetto di relazioni utili si traduce in potenziali clienti e collaboratori

gli stakeholder principali e i loro interessi rispetto al vostro obiettivo

Rispetto agli obiettivi del progetto, gli stakeholder mi sembrano essere quelli indicati da Giordano: pubblica amministrazione, imprenditori, addetti ai lavori, consulenti (?), enti di formazione, aspiranti PM (?), Terzo Settore, fondazioni... francesco : probabilmente gli aspiranti pm rientrano a pieno titolo nella categoria in quanto potenziali discenti e collaboratori, in linea di massima condivido l'elenco, penso però che all'interno di queste categorie dovremmo affinare degli obbiettivi più specifici (vedremo quali criteri eventualmente adottare) in quanto una campagna promozionale indirizzata ad un pubblico così vasto ed eterogeneo rischia di essere molto sovradimensionata e dispersiva in relazione ad i mezzi che possediamo. ad ogni prodotto corrisponde una target di mercato ed ora come ora mi sembra che uno dei nostri problemi (relativo alla comunicazione dell'evento) sia trovare il minimo comun denominatore degli stakeholder principali o comunque un corpo di problemi/interessi comuni.

Invece, rispetto al metaobiettivo della classe, ci sono anche degli stakeholder interni con interessi e problemi specifici:

1) i docenti

interesse: sostenere il progetto per dimostrare efficacia corso e successo docenti

problema: governare il progetto francesco scrive(compendierei che in questo momento, probabilmente,il loro problema è darci una svegliata)

2) i singoli discenti

interesse: realizzare obiettivi personali all’interno dell’obiettivo generale

problema: obiettivi altrui divergenti rispetto ai propri

3) i gruppi Circle, Square e Triangle

interesse: realizzare un progetto di alta qualità, che sia selezionato nella fase finale

problema: competizione con altri gruppi

francesco: relativamente alle divergenze di obbiettivi ed aspettative tra singoli discenti e gruppi condivido pienamente l'analisi, penso però che questo problema possa diventare un punto di forza del project work, mi spiego: dopo esserci chiariti singolarmente ed onestamente in merito a quali sono i nostri obbiettivi ed al maniera che vogliamo adottare per realizzarli dovremmo condividere la cosa con il resto del gruppo, risolvere i conflitti che probabilmente nasceranno, ripetere la cosa con il resto dei corsisti e trovare una linea d'azione efficace. questo passando anche per esplicite analisi dei conflitti. penso che il concetto chiave sia che a una divergenza di obbiettivi e di apsettative non deve matematicamente corrispondere ad una divergenza\conflittualità nella realizzazione degli stessi. Von foester (logico e cibernetico) aveva una massima etica molto interessante: agire sempre per aumentare le possibilità di successo degli altri e poi le tue, è rischiosa ma se si trovano persone disposte a condividerla i risultati rischiano di superare le aspettative. In sintesi si può collaborare condividendo risorse e attitudini per conseguire scopi differenti. non è detto poi che emerga un progetto migliore di altri, potremmo arrivare a formulare 3 ottimi progetti ed essere chiamati a gestire la situazione da questo punto di vista.

4) enaip

interesse: sostenere il progetto per dimostrare efficacia corso e successo scuola

problema:? per enaip potrebbe essere che sostenere il progetto è comunque un rischio in quanto l'ente di formazione espone il proprio nome e non è detto che i corsisti risultino variabili facilmente governabili, sia in termini di iniziative che di abbandoni.